Ok, ok, ok. Questa è una sfida con le paure che esistono nel mondo. Prendo la macchina e si parte per Lucca, con l’aiuto di qualcuno, si sa, però parto. E arrivo anche. Claudia c’è, l’adrenalina pure, la fame anche, e la voce è stata risparmiata per stasera. Perché? Perché stasera c’è il concerto di Elisa e soprattutto è mio, è particolare, è personale, biglietto comprato e strappato senza la compagnia di quel qualcuno. Anche da sola sono riuscita a trovare i posti in terza fila, ormai è un’arte la mia, ai concerti sempre nelle prime file.
Tutto è stato perfetto. Davvero. I cancelli hanno aperto qualche oretta prima ma fino all’inizio del concerto è passata bene: abbiamo mangiato una pizza intera, sul serio proprio intera con il cartone incorporato e poi abbiamo cantato a squarcia gola, abbiamo riso, abbiamo saltato, ballato, e poi lei: lei è stata davvero brava. È una di noi.

Bene, bene. Dobbiamo continuare così: martedì pomeriggio appuntamento per tatuaggio e prenotazione per Barcellona.
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C’è che è tanto che non scrivo in questo lato del cuore. Proprio in questa stagione che le cose da raccontare sono davvero tante. Ma, d’altra parte, proprio in questa meravigliosa stagione, non si sta molto in casa.
C’è che mi piacerebbe mandare tutti in culo e andarmene come hanno fatto tante mie amiche dopo aver dato l’esame di maturità. Soprattutto perché c’è sempre quella paura. Paura di non poter rivivere momenti del genere, paura che mi rubino il tempo che ora sta passando. E non voglio ricordare questi momenti, tra vent’anni, pensando che forse avrei potuto fare altre cose. C’è che bisogna vivere l’attimo, e non come crede qualcuno, solo perché lo dice il santone.
C’è che è estate. La stagione più bella e soddisfacente. C’è che d’estate si balla, si ride, si fa pazzie, siamo più allegri, di solito. C’è che domenica si va al concerto di Elisa e spacco tutto così mi sfogo. C’è che non vorrei essere qui in questo momento, con tutto il rispetto parlando. C’è che vorrei vivere un’altra vita, fatta di nuove esperienze, di nuove persone, e non dei soliti discorsi e i soliti volti stanchi di rivederci per l’ennesima volta nello stesso posto, con gli stessi vestiti, con gli stessi sorrisi falsi, con gli stesse opinioni sulle “cose”.
C’è che Pallino mi preoccupa. Non sta tanto bene, e se penso che a ottobre compie due anni mi sento morire. Come faccio senza il mio Pallino in braccio? Senza comprargli il mangiarono per orsetti? E senza i suoi occhioni?
C’è che d’estate si son fidanzati tutti, e mi sa che la gente sta perdendo il lume della ragione. E poi dicono che sono io la pazza… Storie lunghe un anno e passa, anelli all’anulare sinistro, occhi a cuoricino, e atteggiamenti sdolcinati… ‘A ragazzi’ bisogna vive’ [come direbbe la Zzzzzia].
C’è anche chi dopo aver passato con uno una serata tra cuba libre, margarita e cocktails e questo non la fila più nei giorni successivi, è già pronta a sparar qualsiasi cosa su di lui, naturalmente di negativo.
C’è quel test di ammissione il 10 settembre che mi preoccupa da morire, e soprattutto c’è che devo cominciare a abituare il pensiero al fatto di scegliere un altro tipo di vita. Il famoso bivio che si presenterà.
C’è che si sogna di girare il mondo come Thelma&Louise e invece se non ci sono i lilleri non si lallera.
C’è che la scuola mi mancherà, è brutto da dire, e nessuno si aspetta che dica una cosa del genere, ma è così: mi mancherà, perché sono spaesata e non so dove devo girare, a destra o a sinistra, alla prima o alla seconda o addirittura alla terza, se dobbiamo trovarci in piazza, il brutto è che qui non ci sono indicazioni e non ci sono neanche persone a cui poter chiedere informazioni.
… C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare tra il mio dire ed il mio fare e sentire far rumore,far rumore e camminare tra gli ostacoli del cuore….
Gli esami sono finiti da un pezzo. Il mio orale dell’Esame di Maturità si è svolto Lunedì 2 Luglio nell’aula 106 dalle ore 9.15 alle 10.15. Erano presenti anche tutte quelle persone che fanno parte di me,
Ebbene da ora possiamo dire che il liceo socio- psicopedagogico è finito. Finito del tutto. Non rientrerò mai più in quella struttura così buia, dalle scale rosse. E solo oggi dico che è finito per due motivi, direi molto validi:
- uno, il fatto di aver saputo i risultati conclusivi e essermi appiccicata il cartellone con scritti i voti sugli occhi;
- due, il fatto di essermi iscritta al concorso del test di ammissione per l’Università di Pisa per il corso di laurea di Professioni Sanitarie. In particolare, in ordine di preferenza: Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’ età evolutiva, Tecnica della riabilitazione psichiatrica, Logopedia. E vedremo il 10 settembre come andrà, sperando di entrare in una di queste tre.
Per il resto tutto bene, mi sto godendo questo periodo di relax, anche se sarebbe mia intenzione trovare un lavoretto per pagarmi il viaggio a Barcellona a settembre e per i vizi, che anche se sono davvero pochi, in confronto a ragazze che conosco, costano.
Tra poco uscirò per andare alla cena di classe. Quella classe fatta di persone che porterò sempre con me, in un modo o nell’altro. Ognuno, con il suo particolare, rimarrà con me, anche quella più insopportabile, antipatica, falsa, secchiona, maligna. Perché, bene o male, tra un po’ ci riderò sopra, come sto già facendo. I programmi per l’estate sono davvero tanti e si comincia il 22 luglio con il concerto di Elisa a Lucca, poi ci sono altre mille altre idee, come il concerto dei Negramaro a Siena, un week-end a Rimini ad agosto e poi mare, sole, ciabattine, gonnelline, capelli bagnati al vento, e Barcellona a settembre.
Certe cose, ovviamente, stanno cambiando, ma non me ne sto ancora accorgendo, forse me ne renderò conto solo un po’ più tardi.
…Voglio vivere così, col sole in fronte, e felice canto, beatamente…